A noi lettori
Il mio racconto è dedicato a noi, lettori del Foglio. Il Foglio è un illusione, non si vede ma c’è.

Il mio racconto è dedicato a noi, lettori del Foglio. Il Foglio è un illusione, non si vede ma c’è. Il lettore del foglio è trasversale, non ha i calzini azzurri, ha le calze blu, magari a righe colorate, gli occhialini con la montatura nera, barba incolta o viso pulito, giacca e cravatta, giubbotto o trench, valigetta o borsone, bicicletta o coupè, treno o station wagon , imprenditore o impiegato, single o sposato, sempre ottimisti, comunque. Non siamo standard, ci piace fare la differenza. Abbiamo tanto cervello e lo facciamo funzionare. Non siamo lettori, siamo diversamente lettori, uomini e donne, vecchi e giovani. Intelligenti e più belli degli altri, specie protetta se esistesse un wwf della categoria .Specie rara che deve cercarsi il suo nutrimento negli angoli più sperduti dell’edicola, con il tuo amico edicolante che ti guarda sempre un po’così , e qualcuno che osa chiedere, poveraccio, che giornale sia, non meritando risposta bensì meritando uno sguardo. Siamo snob, noi, anche se lo neghiamo. Certo, per capire come sono questi altri, per comprenderne i comportamenti, compriamo anche i giornali, quelli lì, in prima fila , quelli grandi e grossi, quelli banali, che sai già come andrà a finire:noi, invece, la giornata la leggiamo in un amen , e gli editoriali ci vuole mezza giornata, o a rate, come il mutuo. Siamo così avanti che il nostro giornale lo possiamo leggere anche giorni dopo, non ha scadenza. Alcuni i giornali li archiviano, noi li tuteliamo. Siamo una specie cartacea che lotta per sopravvivere, che non vuole estinguersi, al massimo migra verso il web, si ammoderna. Siamo fighi, noi lettori del foglio. Siamo misteriosi, non incontri mai un tuo collega, amico, lettore:siamo come dei naufraghi in un mare di carta. Proteggeteci, ne abbiamo bisogno.